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ESTATE BOLLENTE: ANCHE IL GIOCO "BOCCHEGGIA"

Informatutto


ESTATE BOLLENTE: ANCHE IL GIOCO "BOCCHEGGIA"
Non è tutto oro quel che luccica. Il detto è inflazionato, ma vero, tantopiù se applicato di questi tempi all'andamento dei giochi pubblici, ancora di diritto settore "traino" del sistema Italia che tuttavia, sarà colpa dei bollori estivi, comincia a perdere colpi.
Che non sia l'Eldorado lo si era già capito, ma a guardare sotto la patina si trovano categorie in affanno, giochi storici in flessione e, quel che è peggio, un mercato fermo che stenta a ripartire.
Non è la solita lagna di categoria, i dolori sono reali, a partire dal comparto dell'automatico che tira il fiato e fa fatica a sbarcare il lunario. I gestori, almeno i medio-piccoli, sono all'osso, fagocitati dai debiti e da una concorrenza machiavellica che non si fa scrupoli a sfoderare armi non proprio ortodosse (vd. il pizzo). Sempre nel settore Newslot c'è da registrare la sofferenza dei produttori il cui mercato è a rilento, complici le Videolottery fresche di debutto. I produttori pagano lo scotto della concorrenza (che siano troppi a competere sull'orto del Belpaese?) e di un business congelato dalla precarietà che ha messo alla finestra venditori e acquirenti, in attesa di vedere dove va il mercato. Anche spostandoci su altri terreni, tralasciando i fanalini di coda come l'ippica e gli storici concorsi a pronostici Totocalcio e Totogol ormai in agonia, la crisi non risparmia lotto, bingo e case da gioco, questi ultimi messi in crisi ancora dalle Vlt che si sono già conquistate la fama di giochi da casinò, collocandosi in ambientazioni sempre più ambiziose che, a dispetto dei nomi più disparati, altro non sono che casinò camuffati da sale slot, Kursaal e simili. Che dire dei Gratta e Vinci? Il mercato li vede in flessione, anche il giocatore più incallito si è stancato ora che il miraggio di vincite facile sta sbiadendo. A rinverdire le scommesse sportive hanno aiutato i Mondiali, ma poteva andare di lusso se l'Italia non fosse uscita subito di scena, tantopiù che il mercato del betting risente pesantemente dei competitors punto com. I totem, se vogliamo buttarli nel calderone, sono in attesa di istruzioni che non fanno seguito alla legge sugli incentivi che li ha vietati un paio di mesi orsono, e nel frattempo, dribblano i sequestri e stanno ancora in circolazione. C'è poi un esercito di pokeristi in letargo da più di un anno. I circoli sono chiusi, si gioca solo nelle bische, in attesa di un regolamento che in teoria si dice pronto da mesi ma che di fatto è "fantasma". L'attesa tipologia del cash, poker online non a torneo, è ulteriormente slittata per il rinvio del decreto a Bruxelles, se va bene sbarcherà in rete ad autunno inoltrato, il gioco online regolamentato da un voluminoso provvedimento del Mef è tornato pure quello nei cassetti della Commissione Europea dove resterà per tre mesi sempre che non intervengano pareri ostativi. Il solito stand still che, tradotto, significa altri mesi di fermo per il rilascio di duecento nuove concessioni.
Il lotto perde e dà meno soldi al patrimonio culturale, regge il superenalotto perché il jackpot ha appena sforato i cento milioni di euro, ma c'è da giurare che quando sarà sbancato anche le giocate precipiteranno. I pettegoli dicono che tutto è fermo per avvantaggiare le videolottery. E se non fossero la bomba annunciata?
Insomma, il quadro che emerge non è da favola. Anche il mercato dei giochi pubblici, fiore all'occhiello di un'economia disastrata, soffre i bollori di stagione.



Claudia Cencini - 19/07/2010 - 12:14


Notizia pubblicata il: 19/7/2010
Fonte:
giocoegiochi