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Le mani della "P3" sui casinò della Brambilla

Informatutto


Le mani della "P3" sui casinò della Brambilla
In Cronache

giovedì 15 luglio 2010 - 10:38:25



(Jamma) Concorso in riciclaggio aggravato dalla finalità mafiosa. E questa l' ipotesi di reato contestata a Flavio Carboni nell' inchiesta sul clan dei Sarno. L´ultimo mistero dell´inchiesta sulla «P3» è la missione di uno dei suoi protagonisti, l'affarista Flavio Carboni, che giunge a Milano con un pacco pieno di soldi: «500 milioni di dollari», dice lui mentre viene intercettato. Una vicenda ancora a tratti oscura che rivela però un altro vasto capitolo dell´indagine della Procura di Roma.



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Dalle intercettazioni trascritte nelle oltre 15 mila pagine del rapporto dei carabinieri emerge un inquietante intreccio fra Carboni, i suoi sodali ed esponenti della camorra interessati a riciclare ingenti somme di denaro. Obiettivo: realizzare casinò negli alberghi di tutt´Italia ed entrare con forza nel business dell´eolico.
Uno degli interventi contenuti nel decreto legge di rilancio del Turismo promosso dal Ministro Brambilla nei mesi scorsi ( presentato addirittura in Consiglio dei Ministri e lì bloccato) avrebbe trovato così piena realizzazione nei piani della cricca formata da imprenditori, uomini politici e esponenti della criminalità organizzata.
La malavita campana, insomma, dietro l´associazione segreta composta da Carboni, dall'imprenditore Arcangelo Martino e dal tributarista Pasquale Lombardi (tutti e tre arrestati) che poteva avvalersi di una rete di politici, magistrati e funzionari pubblici. Sullo sfondo anche un giro di tangenti: quelle che la camorra avrebbe distribuito ad alcuni parlamentari per essere "agevolata" nei suoi affari. Scrivono i carabinieri nel loro rapporto che «un gruppo di soggetti di origine campana, ritenuti contigui alla camorra e attivi in operazioni di riciclaggio e impiego di risorse economiche di provenienza illecita nel settore del gioco, si sarebbe adoperato per riciclare denaro sporco». E di questo gruppo il capofila sarebbe Pasquale De Martino, del clan Sarno del quartiere napoletano "Ponticelli".
«Tramite l´imprenditore Carlo Maietto, il De Martino ha instaurato rapporti con i noti Lele Mora e Flavio Carboni e, dal tenore di molte conversazioni intercettate, tali contatti sembrano essere finalizzati a realizzare importanti iniziative imprenditoriali verosimilmente nel settore dei casinò».
È sempre attraverso Maietto, affermano i carabinieri, che De Martino è riuscito ad avere delle "entrature" in ambienti politici e istituzionali. «In tale contesto - prosegue il rapporto - è emersa una chiara vicenda di natura illecita che vede protagonisti Ivano Chiusi, Maietto e De Martino e che sembrava prevedere il pagamento di somme in denaro, anche in favore di un uomo politico, per ottenere vantaggi».


Notizia pubblicata il: 15/7/2010
Fonte:
jamma