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Non solo immigrati, Lampedusa vuole anche un casinò
Informatutto
Non solo immigrati, Lampedusa vuole anche un casinò
Scritto da Anna Maria Rengo
Lunedì 12 Luglio 2010 12:05
Un casinò a Lampedusa, magnifica isola dell'agrigentino, come forma di compensazione per i danni all'immagine turistica subiti a causa del consistente fenomeno migratorio degli anni passati. È quanto chiede l'assessore al Turismo del Comune di Lampedusa, l'economista e docente universitario all'Università di Palermo Pietro Busetta: "Non abbiamo presentato una vera e propria richiesta formale - spiega a gioconews.it - in quanto dopo l'esperienza di Taormina bisogna prima verificare se esistano le condizioni perché ciò possa avvenire e soprattutto se esiste condivisione politica su questo progetto".
Secondo Busetta, Lampedusa ha tutte le credenziali per poter ospitare un casinò: "Innanzitutto troviamo giusto che, dopo aver sofferto tanto per il fenomeno migratorio che ha portato a un crollo nel settore turistico, il Paese abbia questa forma di riconoscenza verso un'isola che ha dato tanto all'Italia. Poi la nostra collocazione geografica è ottimale: se i casinò devono esistere alla periferia del Paese, chi è più periferico di noi, che stiamo vicinissimi a Malta dove, ricordiamo, esistono ben quattro case da gioco? Inoltre Lampedusa è un'isola felice, da noi la criminalità organizzata e la mafia non esistono e dunque creando qui un casinò si eviterebbero a monte quei rischi di riciclaggio di denaro che magari potrebbero esserci potenzialmente in altre località".
Busetta si rende conto che la sua al momento è una proposta, quasi una provocazione, che non è stata ancora 'sposata' a livello parlamentare (ricordiamo che per aprire un casinò è necessaria una legge che deroghi al vigente divieto di gioco d'azzardo sul territorio nazionale, anche se lo Statuto della Regione Siciliana ha prerogative più ampie persino delle altre Regioni a Statuto speciale e si dibatte se si potrebbe addirittura procedere autonomamente in tal senso a livello regionale): "Ci interessa aprire un dibattito su questo tema, partendo dalla constatazione che i casinò di confine esistono soltanto al Nord e questo è ingiusto, e magari approcciare gli organi competenti per affrontarlo in termini concreti".
Notizia pubblicata il: 12/7/2010
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