
uglcasedagioco.it
I sindacati a Federgioco: “Bene l’impegno su croupier in Europa, ma in Italia?”
Informatutto
I sindacati a Federgioco: “Bene l’impegno su croupier in Europa, ma in Italia?”
Scritto da Anna Maria Rengo
Venerdì 25 Giugno 2010 18:00
L'impegno annunciato da Federgioco per un riconoscimento a livello comunitario della figura professionale dei croupier, anche attraverso il coinvolgimento dell'Associazione Europea dei Casinò, trova il massimo favore da parte delle organizzazioni sindacali che proprio questa categoria rappresentano. "Si tratta di una professione che va salvaguardata - sostiene Fabio Benigni, segretario nazionale della Uilcom-Uil - soprattutto se, come sarà, ci sarà il moltiplicarsi in Italia di locali dedicali al gioco. Crediamo che questa iniziativa abbia valore per legittimare anche a livello internazionale la professione, e che non debba invece diventare protezionistica".
"Già in passato - sottolinea il sanremese sindacalista dell'Ugl Roberto Spina - sosteniamo l'opportunità della costituzione di un albo professionale che dia finalmente dignità a questa categoria di lavoratori spesso bistrattata". Un albo che era stato proposto anche in diversi disegni di legge che proponevano regolamentazioni per i casinò esistenti e soprattutto nascenti, come quello presentato dall'allora senatore Augusto Rollandin (oggi presidente della Regione Val d'Aosta): "Il riconoscimento a livello comunitario dei croupier - ribadisce Bruno Dallou, vicesegretario generale del Savt - aprirebbe interessanti opportunità di spendere la propria professionalità anche a livello europeo. Un albo professionale è addirittura di più della semplice qualificazione contrattuale, di contratto aziendale o nazionale si stia parlando".
"Un'iniziativa interessante - concorda Silvano Conti, segretario nazionale dell'Slc-Cgil - per fissare paletti, che siano riproducibili, di una professione, e anche in vista dei futuri assetti che anche in Italia mi auguro ci saranno".
Il riferimento è al fatto che anche se l'Italia si è fatta paladina di un riconoscimento formale della professione del croupier, manca ancora un contratto collettivo nazionale per questa categoria che sicuramente, anche dal punto di vista 'simbolico', avrebbe una grossa valenza in questo senso.
In realtà le basi per avviare questo percorso sono state gettate, con la dichiarazione d'intenti siglata lo scorso 10 marzo da Federgioco e da tutte le sigle sindacali confederali e autonome, fatta eccezione per la Fisascat-Cisl, ma che non ha tuttora avuto un seguito concreto. "A tutt'oggi in Italia non esiste un contratto nazionale, ma ce ne sono solo di aziendali", ricorda Fabio Benigni.
Il termine del 31 marzo è scaduto da parecchio e Federgioco non ha ancora convocato quei tavoli tematici che avrebbero dovuto concretamente avviare l'iter per la stesura del contratto. Certamente non sono mancate le difficoltà interne a Federgioco, con il consiglio direttivo in scadenza e non rinnovato in attesa che si componessero le tessere dirigenziali all'interno di quei casinò (Campione, Sanremo e Venezia) i cui consigli di amministrazione erano in scadenza (è il caso di Campione e di Sanremo) o comunque alle prese con il rinnovo del consiglio comunale dell'ente proprietario (è il caso di Venezia). E tuttora, a parte Campione che ha proceduto al rinnovo del suo board (confermando al ruolo di presidente Luigi Burti e nominando come amministratore delegato il veneziano Carlo Pagan, già consigliere di amministrazione e direttore generale della Casa da gioco lagunare), le situazioni di Sanremo e di Venezia sono quanto mai incerte. A Sanremo il precedente consiglio di amministrazione ha ottenuto una proroga a tempo, ma forse già domani il presidente Donato Di Ponziano potrebbe rendere note le sue decisioni, circa la prosecuzione, o meno, dell'incarico che gli è stato affidato. Così pure il cda del Casinò di Venezia, che ha rimesso il mandato nelle mani del sindaco, attende da mesi le determinazioni di Giorgio Orsoni.
Non giova inoltre alla stabilità presente e futura di Federgioco le tensioni che si sono create fra i Casinò di Campione e quello di Venezia, dopo che Pagan ha rassegnato le dimissioni dalla Casa da gioco lagunare per andare a ricoprire, una decina di giorni dopo, incarichi di grande responsabilità in quella dell'enclave italiana sul lago di Lugano.
D'altro canto, Federgioco ha dovuto anche cercare una mediazione con il sindacato Fisascat-Cisl che non ha firmato la dichiarazione d'intenti, possibilmente nell'intento di arrivare alla stesura di un unico contratto nazionale, ma a tutt'oggi non si sono avute notizie certe circa l'esito di questa delicata trattativa.
L'Ugl terziario è stato il sindacato forse più attivo nel sollecitare Federgioco nell'avvio dei tavoli: "L'iniziativa portata avanti da Federgioco a livello europeo è senza dubbio interessante - afferma Giancarlo Bergamo, segretario nazionale dell'Ugl Terziario - certo, se avessimo già un contratto collettivo nazionale di lavoro, che tra gli altri compiti ha quello di individuare la figura del croupier, questo sarebbe un ulteriore merito da esportare in Europa. Ben venga dunque l'impegno di Federgioco a livello europeo, e magari che questo sia da sprone per far ripartire quei tavoli nazionali che chiediamo da tempo, perché c'è un problema italiano che va affrontato e risolto".
Novello Martin Luther King, anche Bergamo ha un sogno: "Chissà se non si potrà arrivare a un contratto europeo dei croupier! Utopia? Siamo nell'Unione Europea, e verrà il tempo che anche queste questioni potranno essere affrontate!". Più a breve termine, una richiesta di più semplice accoglimento: "Sollecitiamo Federgioco non dico a incontrarci, ma almeno a mandarci una convocazione prima delle ferie estive!".
C'è però da aggiungere che se Federgioco non ha brillato per tempismo, anche alla luce delle difficoltà prima citate, anche i sindacati non sono stati particolarmente propositivi. In altri settori, si sono fatti carico di predisporre una piattaforma contrattuale su cui hanno poi aperto una rivendicazione sindacale con la proprietà. In questo caso gli accordi stipulati lo scorso 10 marzo affidavano a Federgioco il compito di prendere l'iniziativa. Ma, a parte qualche eccezione, è forse mancata dalla base, vale a dire dai quattro casinò, la sollecitazione a spingere i sindacati nazionali (o nel caso del Savt, regionali) un'iniziativa forte.
In ogni modo, l'attesa dei sindacati dovrebbe essere breve, in quanto il tema contratto di lavoro è stato oggetto della recentissima riunione di Federgioco e già nei prossimi giorni potrebbero arrivare comunicazioni in merito.
Notizia pubblicata il: 25/6/2010
Fonte:



